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Andrea Bellini STELLA - OROLOGIO DA DONNA - BIANCO

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Caratteristiche

Stella - Orologio da donna - bianco

Orologio da donna
Movimento : giapponese
Visualizzazione con lancette
Forma del quadrante rotondo
Particolari strass
Colore della cassa argento
Materiale della cassa : metallo
Diametro della cassa : 35 mm
Materiale del cinturino : poliuretano
Colore del cinturino : bianco
Larghezza del cinturino : 20 mm
Tipo di chiusura fibbia ad ardiglione
1 anno
Imballaggio : sacchettino

Colore: Bianco
Codice articolo: 2126849

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Cinquantamila.it La storia raccontata da Giorgio Dell'Arti

 1918  00 calendario La storia raccontata da Giorgio Dell'Arti    19180GEN        8   12 14         24   28 30 FEB       7 91011    16 18    2324  2728MAR  23     9 11121314  17  2021222324 26   30 APR 1 3 5   91011 131415  18  21 2324   282930MAG 12    7     1314   1819   23 25262728   GIU 1 3 5 7 910 12131415 17 19  2223   27 2930LUG   3    89  1213141516171819 21  24 26     AGO  2 45  8910  13  16    21    26  29 31SET  2 45     111213141516 1819202122  252627282930OTT 1234 6 8910 12131415161718  212223242526 28293031NOV 1234 67891011121314 1617  20   2425  2829 DIC 1         11 13  1617       25     31   NO KEYWORDS 1918

1918-1939 – La giovinezza di Rina Fort tra roghi e cadaveri

• Quando muore la nonna, Rina, 3 anni, ruba un libricino della defunta e fugge di casa. Nel 1927 un fulmine incendia la casa dei Fort: il rogo è terribile, la famiglia si sottrae alle fiamme per miracolo, Rina ne esce terrorizzata. Ancora ragazzina, durante una passeggiata in montagna, chiede al padre di aiutarla a superare un piccolo salto: l’uomo le va incontro, scivola, e muore. Nel 1930 apprende che quattro suoi parenti si sono uccisi nel giro degli ultimi cinquanta anni: Andrea Rizzo buttandosi sotto un treno presso Mestre, il sacerdote don Nicola Rizzo impiccandosi nella canonica a San Quirico Pordenone, un altro Andrea Rizzo annegato, Rosina Rizzo impiccata come il prete. Qualche anno dopo si fidanza con un giovane, ma una tubercolosi glielo porta via poco prima delle nozze. Nel frattempo ha pure scoperto che a causa di una sterilità incurabile non potrà avere figli. [Lincoln Cavicchioli, Sta.Se. 7/1/1949, Massimo Picozzi, Gente n. 31 2/8/2007] Martedì 8 gennaio 1918

Wilson: 14 punti per costruire la pace

Il presidente Thomas Woodrow Wilson espone al Congresso degli Stati Uniti i 14 punti sulla base dei quali l’America intende ispirare la conduzione delle trattative di pace e definire gli equilibri postbellici. 

Wilson propone una Lega delle Nazioni

• Parlando al Congresso (quattordici punti per una pace lunga e duratura) il presidente degli Stati Uniti Woodrow Wilson propone l’istituzione di una Lega delle Nazioni che possa prevenire future guerre. Sabato 12 gennaio 1918

Commissione Parlamentare per Caporetto

Istituita una commissione parlamentare per accertare cause e responsabilità della rotta di Caporetto.

La Lettonia dichiara l’indipendenza

• Riga – La Lettonia, occupata dalle truppe tedesche, dichiara l’indipendenza dalla Russia (Roberto Raja) Lunedì 14 gennaio 1918

Diaz ordina azioni leggere

• Fronte italiano – Reparti della III armata italiana allargano la testa di ponte presso Caposile (riva destra del Piave). È la prima di una serie di azioni leggere pensate dal nuovo comandante in capo, Armando Diaz, consapevole che l’esercito italiano, dopo la disfatta di Caporetto, non è ancora pronto per un’offensiva di largo respiro. L’obiettivo è quello di consolidare la nuova linea difensiva italiana. • Dopo Caporetto il fronte con l’Austria si è accorciato di 170 chilometri. Immutato il settore più occidentale, tra la Lombardia e l’Alto Adige, arretrato di alcuni chilometri il confine sull’altopiano di Asiago. Da qui in poi, fino al mare, la linea ha subito invece grosse modifiche: la IV armata si è spostata dal Cadore e dalle Dolomiti bellunesi al Monte Grappa, sulla linea compresa tra la riva sinistra del fiume Brenta e il Monte Pallon. Alla sua destra, fino al Montello, sono stati dislocati i corpi francese e britannico. Lungo tutto il corso del basso Piave è schierata la III armata del duca d’Aosta (Roberto Raja) Giovedì 24 gennaio 1918

Arrestati Lazzari e Bombacci per disfattismo

Segretario e vicesegretario del PSI, Lazzari e N. Bombacci, arrestati con l’accusa di disfattism condannati rispettivamente a 2 anni e 11 mesi e a 4 mesi di reclusione. Lunedì 28 gennaio 1918

Prima offensiva italiana dopo Caporetto

• Fronte italiano – Battaglia dei Tre monti (altipiano di Asiago). Prima vera offensiva italiana dopo la disfatta di Caporetto. L’attacco, preceduto da un massiccio bombardamento, è diretto alle cime perdute il giorno di Natale nella battaglia delle Melette. Tre divisioni italiane si scontrano con altrettante austriache. In due giorni riconquisteranno la linea Col d’Echele, Monte Valbella, Col del Rosso (Roberto Raja)

Ondata di scioperi nella Germania affamata

• Berlino – Più di 400.000 lavoratori scendono in sciopero nella capitale tedesca invocando pace senza annessioni e democrazia in Germania. La protesta in breve si estende ad altre sei città. Le autorità reagiscono imponendo a Berlino e ad Amburgo la legge marziale. • Il razionamento e la penuria di cibo sono uno dei motivi dello sciopero. La fame attanaglia la Germania. Civili ridotti a mangiare anche cani e gatti. Il pane si fa con una mistura di bucce di patate e segatura [A] (Roberto Raja)

Guerra civile in Finlandia

• Helsinki – È guerra civile in Finlandia. Dopo che il paese ha proclamato l’indipendenza dalla Russia, si affrontano la sinistra, che controlla la capitale e ha il sostegno dei bolscevichi russi, e la destra nazionalista, filotedesca per tutta la durata del conflitto, che si è ritirata nelle province settentrionali. I Rossi hanno a disposizione circa 90.000 uomini, i Bianchi, guidati dal barone Carl Gustav Mannerheim, 40.000 ma comandati da ufficiali di professione e con aiuti tedeschi in arrivo (Roberto Raja) Mercoledì 30 gennaio 1918

Bombardata Parigi

• Parigi – Trentun Gotha bombardano la capitale francese: una cinquantina i morti, oltre 200 i feriti (Roberto Raja) Giovedì 7 febbraio 1918

Il primo incontro

• Maria José del Belgio incontra per la prima volta il principe Umberto di Savoia a Battaglia Terme, vicino Padova. Lei, 11 anni, vestita di un abito blu con mantella e cappello di raso giunge alla villa reale di Battaglia in automobile accompagnata dal conte Solaro del Borgo, gentiluomo di Casa Savoia: «Scesi e subito mi abbracciò una donna alta e forte, che indossava grossi indumenti di lana blu. Era la regina. La sua tenuta campagnola mi deluse». Il principe, 13 anni, indosso l’uniforme grigioverde dei fanti di marina, al momento del commiato le regala una foto di lui a 3 anni, vestito di bianco, con il gonnellino, in una cornice d’argento. [Petacco 1997] Sabato 9 febbraio 1918

Pace separata per l’Ucraina

• Brest-Litovsk – Gli imperi centrali firmano un accordo di pace separato con l’Ucraina (Roberto Raja) Domenica 10 febbraio 1918

Commissariato per l’Assistenza alla popolazione

Istituito il commissariato generale per l’Assistenza alla popolazione civile e la propaganda interna, presieduto da U. Corradini (d.lgt. n. 130).

Trotsky: «Né pace né guerra». Stop ai negoziati

• Brest-Litovsk – Drammatica battuta d’arresto ai negoziati di pace tra Germania e Russia. I bolscevichi non accettano le dure condizioni poste da Berlino. Si illudono che la reazione della Germania possa determinare la sollevazione dei lavoratori tedeschi e una rivoluzione mondiale. Trotsky risolve la questione con la formula «né pace né guerra», ovvero la Russia non firma né combatte, e annuncia la totale smobilitazione dell’esercito. A Ludendorff non basta, la parola torna alle armi (Roberto Raja) Lunedì 11 febbraio 1918

Raid di D’Annunzio nella baia di Buccari

• Baia di Buccari (mare Adriatico, attuale Croazia) – Raid di tre Mas (motoscafi armati siluranti) italiani nella baia austriaca di Buccari dove, secondo le informazioni dello spionaggio, dovrebbero essere ormeggiate unità nemiche sia mercantili sia militari. Sul Mas di Luigi Rizzo ci sono anche il capitano di fregata Costanzo Ciano e Gabriele D’Annunzio. Elusa la sorveglianza austriaca e giunti a distanza di tiro, all’1.20 i tre Mas lanciano i loro sei siluri contro tre piroscafi da carico e uno passeggeri. Forse a causa delle reti antisiluranti, solo uno dei siluri esplode, ma non fa danni. • I tre motoscafi riguadagnano il largo dopo aver lasciato nelle acque della baia alcune bottiglie con un messaggio scritto da D’Annunzio: «In onta alla cautissima flotta austriaca occupata a covare senza fine dentro i porti sicuri la gloriuzza di Lissa, sono venuti col ferro e col fuoco a scuotere la prudenza nel suo più comodo rifugio i marinai d’Italia, che si ridono d’ogni sorta di reti e di sbarre, pronti sempre a osare l’inosabile. E un buon compagno, ben noto – il nemico capitale, fra tutti i nemici il nemicissimo, quello di Pola e di Cattaro – è venuto con loro a beffarsi della taglia». Da qui il nome di “beffa di Buccari” dato all’azione che, sia pur priva di effetti concreti, avrà per il suo ardire una grande risonanza in Italia (Roberto Raja) Sabato 16 febbraio 1918

I tedeschi annunciano la fine dell’armistizio

• Pietrogrado – Le autorità sovietiche ricevono un telegramma da Brest-Litovsk: «Il generale Hoffmann (comandante tedesco del fronte orientale, ndr) ha dato oggi ufficialmente notizia che l’armistizio concluso con la Repubblica russa finirà il 18 febbraio a mezzogiorno e che la guerra riprenderà quel giorno» (Roberto Raja)

Lituania indipendente, i bolscevichi la invadono

• Vilnius – La Lituania, con il sostegno della Germania, dichiara l’indipendenza dalla Russia. I bolscevichi invadono il paese (Roberto Raja) Lunedì 18 febbraio 1918

Avanzano verso est 52 divisioni tedesche

• Fronte orientale – Cinquantadue divisioni tedesche riaprono la guerra sul fronte orientale, oltrepassano la linea del cessate il fuoco stipulato a novembre e avanzano verso est, muovendosi lungo le strade e le ferrovie russe, senza incontrare resistenza (Roberto Raja)

Truppe sovietiche entrano a Kiev

• Kiev – Truppe sovietiche entrano a Kiev, dopo che il 10 febbraio hanno attaccato l’Ucraina indipendente, all’indomani della firma dell’accordo di pace con la Germania, per ottenerne il controllo (Roberto Raja) Sabato 23 febbraio 1918

Vanno all’assalto anche gli americani

• Fronte occidentale – Soldati americani impiegati per la prima volta in un assalto alle trincee nemiche: succede a Chevregny, nel settore dello Chemin-des-Dames, dove combattono i francesi (Roberto Raja)

Berlino alza la posta, condizioni di pace più pesanti

• Fronte orientale – I tedeschi sono avanzati di circa 250 chilometri dall’inizio della loro offensiva. Solo a Minsk hanno fatto oltre 9.000 prigionieri. I bolscevichi hanno accettato infine, su pressioni di Lenin, le condizioni di pace della Germania (telegramma inviato il 19 febbraio), ma il risultato del loro tergiversare è che oggi da Berlino è arrivata a Pietrogrado una nota che pone condizioni ancora più pesanti per la pace. • Pietrogrado – Nella capitale russa e a Mosca primo reclutamento di massa nell’Armata Rossa, neonato esercito dell’Unione Sovietica (Roberto Raja)

«Monte Grappa, tu sei la mia patria»

• Roma – Il presidente del Consiglio Orlando termina il suo discorso alla Camera citando l’interrogatorio di un sottufficiale austriaco, che parla della popolazione di Fonzaso, caduta sotto gli austriaci, e del suo dignitoso atteggiamento, «mentre i giovani cantano la canzone, proibita dalle autorità, Monte Grappa tu sei la mia patria! . Attendono la controffensiva italiana, che ricacci gli Austriaci. Questa speranza e fede siano di incitamento». Applausi «generali, vivissimi, prolungati» dell’assemblea. Nasce anche così la leggenda del Piave e della resistenza italiana agli austriaci (Roberto Raja) Domenica 24 febbraio 1918

Lenin preme, la Russia accetta le dure condizioni di pace

• Pietrogrado – Lenin preme per accettare anche le nuove condizioni di pace poste dalla Germania, pena il crollo della Russia e il fallimento della rivoluzione, ma tra i bolscevichi non tutti sono d’accordo. Il presidente del Consiglio dei commissari del popolo deve minacciare le dimissioni perché alla fine il comitato centrale del partito (sette voti a favore, quattro contrari, quattro astenuti) dia il via libera. Al Congresso dei soviet, che pure vota a favore, Lenin è accusato di essersi compromesso con l’imperialismo (Roberto Raja) Mercoledì 27 febbraio 1918

Venezia bombardata

Bombardamento aereo di Venezia.

Bombe austriache su Venezia, Padova e Treviso

• Venezia – Incursione aerea austriaca nella notte: su Venezia sono caduti 300 ordigni. Due navi colpite, molti monumenti danneggiati, un morto. Bombardate anche Padova e Treviso. • È stato il bombardamento più pesante dei 42 subiti da Venezia nel corso della guerra. Alla fine i morti saranno 52, 84 i feriti (Roberto Raja) Giovedì 28 febbraio 1918

Delegati di nuovo a Brest-Litovsk

• Brest-Litovsk – La delegazione sovietica torna a Brest-Litovsk per riprendere i negoziati di pace. Il generale tedesco Max von Hoffmann, rappresentante di Ludendorff, avverte che i combattimenti finiranno solo dopo la firma del trattato. I tedeschi continuano a guadagnare terreno (Roberto Raja) Sabato 2 marzo 1918

L’Armata Rossa si ritira dall’Ucraina

• Fronte orientale – L’offensiva tedesca costringe l’Armata Rossa a ritirarsi dall’Ucraina (Roberto Raja) Domenica 3 marzo 1918

Germania e Russia firmano il trattato di Brest-Litovsk

• Brest-Litovsk – Alle 17 i delegati della Germania e degli altri paesi dell’alleanza (Austria-Ungheria, Bulgaria, Turchia) e della Russia firmano il trattato di pace. I bolscevichi rinunciano a tutte le pretese sulle province baltiche, sulla Polonia, la Russia Bianca ( attuale Bielorussia ), Finlandia, Bessarabia (Moldavia), Ucraina, Caucaso. Accettando le condizioni imposte dalla Germania, la Russia perde un terzo della popolazione che aveva prima della guerra. Economicamente, l’ex Impero russo perde il 73 per cento dei suoi minerali di ferro, il 75 per cento delle miniere di carbone, un terzo delle terre arabili, il 54 per cento delle imprese industriali, le basi navali del Baltico eccetto Kronštadt. I bolscevichi acconsentono anche all’immediata liberazione di 630.000 prigionieri di guerra austriaci. • Nelle due settimane della loro avanzata pressoché incontrastata i tedeschi hanno catturato 63.000 soldati russi, 2.600 pezzi d’artiglieria, 5.000 mitragliatrici. Negli ultimi giorni hanno occupato Kiev e al nord sono arrivati a 140 chilometri da Pietrogrado. Dopo la firma del trattato queste truppe possono essere trasferite a ovest per sostenere la guerra sul fronte occidentale (Roberto Raja) Sabato 9 marzo 1918

Allerta francese: grande attacco tedesco in vista

• Fronte occidentale – Il controspionaggio mette in allerta l’alto comando francese sulla possibilità di un imminente attacco nemico: i tedeschi hanno cambiato i codici delle comunicazioni radio, cosa che fanno di solito dodici giorni prima di una grande offensiva. In effetti, è cominciato il conto alla rovescia per l’attacco massiccio pianificato da tempo da Ludendorff. Obiettivo: cacciare gli inglesi dalla Somme e i francesi dall’Aisne minacciando Parigi, per arrivare alla vittoria finale sul fronte occidentale. Prima che l’arrivo degli americani faccia pendere dalla parte degli Alleati il peso delle forze in campo, e prima che gli uomini del suo esercito si esauriscano nella violenza dell’attacco definitivo. • Ludendorff ha potuto trasferire sul fronte occidentale un buon numero di uomini da est e può contare su una certa superiorità complessiva: 192 divisioni contro le 178 degli Alleati. E ci sono molte delle originali unità di punta dell’esercito tedesco, anche se, a questo punto della guerra, comprendono un’alta percentuale di rimpiazzi. Gli Alleati hanno una riserva di materiale superiore: 4.500 aerei contro i 3.670 dei tedeschi, 18.500 cannoni contro 14.000, 800 carri armati contro 10 (Roberto Raja)

Riprende l’offensiva inglese sull’Eufrate

• Fronte della Mesopotamia – Finite le piogge invernali, il corpo di spedizione britannico riprende l’offensiva sull’Eufrate e arriva a Hit ( attuale Iraq centrale ), da dove i turchi si sono ritirati (Roberto Raja) Lunedì 11 marzo 1918

Un dirigibile tedesco bombarda Napoli

• Napoli – Il dirigibile tedesco L-59 , partito dalla base di Jambol, in Bulgaria, arriva nella notte sul cielo di Napoli. Da una quota di 4.800 metri sgancia il suo carico di 6.400 chili di bombe che dovrebbero colpire il porto e le installazioni industriali a nord della città, ma in effetti colpiscono i quartieri abitati. Notevoli i danni alle abitazioni e almeno 16 vittime fra la popolazione civile. Nessuna reazione della contraerea (le autorità sul momento pensano a una rivolta popolare): nessuno si aspettava un attacco in una zona così lontana dal fronte, solo più tardi si verrà a sapere che non si trattava di aerei ma di uno Zeppelin. • In tutta la guerra le città italiane subirono circa 500 incursioni aeree nemiche che provocarono 984 morti e 1.100 feriti (Roberto Raja)

Americano il paziente zero della Spagnola

• Funston (Kansas, Stati Uniti) - Albert Gitchell, cuoco del campo militare di Funston, nel Kansas, che ospita truppe americane prossime alla partenza per l’Europa, va in infermeria per un forte raffreddore, una tosse cattiva e una sensazione generale di spossatezza. Muore dopo quattro giorni di isolamento. Gitchell è ritenuto il paziente zero della pandemia influenzale detta Spagnola che dagli Stati Uniti si diffonderà, proprio attraverso i soldati americani, in Europa e nel mondo facendo più vittime della guerra (dai 40 ai 50 milioni di morti) (Roberto Raja) Martedì 12 marzo 1918

I bolscevichi trasferiscono la capitale a Mosca

• Pietrogrado – Nel timore di un rinnovarsi della minaccia tedesca nel Baltico e dell’emergere di forze controrivoluzionarie nelle regioni confinanti, il governo russo trasferisce la capitale a Mosca (Roberto Raja) Mercoledì 13 marzo 1918

I tedeschi occupano Odessa

• Fronte orientale – Truppe tedesche occupano Odessa. La Germania ora ha l’effettivo controllo del Mar Nero e in Russia spazia fino al Mare del Nord (Roberto Raja)

Gli austriaci fanno saltare una montagna

• Fronte italiano – Sotto la cima del Dente italiano, massiccio del Pasubio, gli austriaci fanno brillare 50 tonnellate di tritolo: la gigantesca esplosione fa crollare la parte superiore del monte e provoca la morte di 52 militari italiani. È l’ultimo atto della guerra di mine che ha interessato dal settembre 1917 sia il Dente italiano sia il Dente austriaco: la montagna era stata scavata a forza di esplosioni sia per ricavarne postazioni di fuoco e rifugi, sia nel tentativo di penetrare sotto le linee nemiche per farle saltare (Roberto Raja) Giovedì 14 marzo 1918

Ora si chiama Partito comunista russo

• Mosca – Il Congresso dei soviet ratifica il trattato di pace di Brest-Litovsk (704 voti a 261) e dà un nuovo nome al partito. D’ora in poi si chiamerà Partito comunista russo (Roberto Raja) Domenica 17 marzo 1918

Silurato il traghetto Tripoli

Silurato da un sommergibile tedesco al largo di Capo Figari (Sardegna) il traghetto postale Tripoli: 300 morti. Mercoledì 20 marzo 1918

Si spengono le luci a Londra

• Londra – Economie di guerra. Carenza di carbone in Gran Bretagna: coprifuoco alle 22.30, dopo di che tutte le luci di negozi, hotel, club e ristoranti a Londra e nelle regioni del sud del paese devono essere spente. Non possono essere serviti pasti caldi dalle 21.30 alle 5.30 (Roberto Raja) Giovedì 21 marzo 1918

Violentissimo bombardamento tedesco sulla Somme

• Fronte occidentale – Ore 4.40: inizia un violentissimo tiro d’artiglieria tedesco sulle linee britanniche lungo un fronte di oltre cinquanta chilometri nella zona della Somme. I tedeschi fanno fuoco con più di 6.000 cannoni da campagna, medi e pesanti, e con oltre 3.500 mortai, per i quali è stato ammassato più di un milione di proiettili. I proiettili caricati con esplosivo sono intervallati da altri caricati con gas: sia lacrimogeno, sia asfissiante. La combinazione è calcolata: il gas lacrimogeno deve costringere la fanteria nemica a togliere le maschere antigas per cercare sollievo, in modo che poi il fosgene asfissiante possa metterla fuori combattimento. • «Nessuno può sopportare più di tre ore di bombardamento sostenuto senza cominciare a sentirsi assonnato e intontito. È un po’ come essere anestetizzato; non puoi opporre una gran resistenza […]. Sugli altri fronti sui quali ho combattuto, appena cominciava a tuonare il cannone la nostra artiglieria si faceva sentire e lo metteva a tacere, ma questa volta non c’è stata risposta. Faceva di noi quello che voleva» (T. Jacobs, del 1° West Yorkshire Regiment) [H]. • Roma – Il presidente del Consiglio Orlando richiama al ministero della Guerra Vittorio Zupelli, che nell’aprile 1916 si era dimesso per contrasti con Cadorna (Roberto Raja)

Le truppe d’assalto tedesche travolgono gli inglesi

• Ore 9.40: le truppe d’assalto tedesche escono dalle trincee e attaccano. Favorite dalla nebbia, sfondano quasi subito la prima linea tenuta dalla V armata britannica: avanzano con la tattica dell’“infiltrazione”, aprono varchi e penetrano in profondità. La battaglia è particolarmente dura più a nord, ma i tedeschi, sia pure al prezzo di gravi perdite, passano anche lì. • Sera: il corpo di spedizione britannico ha patito «la prima vera sconfitta dall’inizio della guerra di trincea tre anni e mezzo prima» [H]. Tranne in due punti, la linea più avanzata è perduta su un fronte di trenta chilometri: i tedeschi sono penetrati in gran parte delle posizioni principali, in alcuni punti anche di 6-7 chilometri. Hanno perso però più uomini degli inglesi: 10.000 morti contro 7.000, 29.000 feriti contro 10.000, anche se hanno fatto 21.000 prigionieri (Roberto Raja)

La “legione cecoslovacca” farà il giro del mondo

• Nell’impossibilità di farli arrivare in Francia passando per i porti insicuri del Baltico, il generale Foch dispone che i soldati cecoslovacchi che in Russia attendono di combattere a fianco degli Alleati raggiungano l’Europa con un lungo viaggio attraverso la Russia e poi gli Stati Uniti. La prima meta è Vladivostok. Il corpo, che è cresciuto negli anni – da un migliaio di uomini come unità dell’esercito russo nel 1914 ad alcune decine di migliaia quando il governo provvisorio russo gli ha dato il diritto di reclutare prigionieri di guerra cechi – conta 60.000 effettivi e d’ora in poi sarà conosciuto come la “legione cecoslavacca” (Roberto Raja) Venerdì 22 marzo 1918

Operazione Michael, battaglia anche nei cieli

• Fronte occidentale – Secondo giorno della cosiddetta Operazione Michael. I tedeschi avanzano ancora. Tenace resistenza inglese. Violenta battaglia anche nei cieli: abbattuti 30 aerei britannici, 11 tedeschi (Roberto Raja) Sabato 23 marzo 1918

Un cannone spara su Parigi da una distanza di 120 chilometri

• Crépy-en-Laonnois (Francia settentrionale) – Poco dopo le sette del mattino un enorme cannone tedesco costruito dalle acciaierie Krupp e trasportato in treno nel bosco di Crépy-en-Laonnois, comincia a bombardare Parigi restandosene a 120 chilometri di distanza. La prima granata raggiunge la capitale dopo quasi quattro minuti. Ne seguono altre, a intervalli di circa quindici minuti. L’obiettivo è di distruggere il morale dei parigini. Nel primo giorno di impiego il Wilhelm Geschütz , il “cannone del Kaiser Guglielmo”, fa comunque sedici morti e diciannove feriti. I suoi proiettili uccideranno in tutto 256 parigini. • Il governo della Costa Rica dichiara guerra alla Germania (Roberto Raja) Domenica 24 marzo 1918

I tedeschi attraversano la Somme

• Fronte occidentale – I tedeschi attraversano la Somme e minacciano di incunearsi tra le armate inglesi e francesi. Dall’inizio dell’Operazione Michael hanno catturato 45.000 prigionieri. Gli alti comandi alleati entrano in crisi: temono una frattura tra gli eserciti britannico e francese e il progressivo schiacciamento della linea nord-orientale britannica verso i porti della Manica. Pétain rifiuta di inviare i rinforzi francesi che gli chiede Haig. Anche i politici temono il peggio: Clemenceau vede di nuovo minacciata Parigi, Lloyd George parla con i giornalisti inglesi di possibile disastro sul fronte occidentale (Roberto Raja) Martedì 26 marzo 1918

Foch coordinerà le azioni degli Alleati

• Doullens (dipartimento della Somme, Francia) – Riunione di emergenza tra generali e politici (presenti anche il presidente francese Poincaré, il primo ministro Clemenceau, Haig, Pétain, Foch). Il maresciallo Foch è «incaricato del coordinamento dell’azione degli eserciti britannico e francese». Quando il 3 aprile gli sarà affidata anche la «direzione strategica delle operazioni», sarà a tutti gli effetti il comandante supremo delle forze alleate (Roberto Raja) Sabato 30 marzo 1918

I tedeschi vicini ad Amiens, ma non la prendono

• Fronte occidentale – I tedeschi sono arrivati a 16 chilometri da Amiens, ma non riescono a prenderla. In alcuni settori sono avanzati per più di 60 chilometri, hanno catturato 90.000 uomini e 1.300 pezzi d’artiglieria: l’offensiva, pagata a caro prezzo, a questo punto ha perso il suo slancio. • «Anche le contingenze della geografia militare cominciarono a giocare a svantaggio dei tedeschi. Più si avvicinavano ad Amiens, più profondamente rimanevano incastrati negli ostacoli del vecchio campo di battaglia della Somme, un intrico di trincee abbandonate, strade interrotte e distese di crateri di proiettili rimasti in seguito al movimento del fronte un anno prima. […] Inoltre la zona delle retrovie britanniche, piena dei lussi goduti dall’esercito di un paese che era sfuggito agli anni del blocco che in Germania avevano trasformato le più elementari necessità della vita in prodotti rari e costosi, indusse più volte i tedeschi che avanzavano a fermarsi per saccheggiare e sfamarsi» [H] (Roberto Raja) Lunedì 1 aprile 1918

La guerra dell’aria: nasce la Raf

• Londra – Confermando il suo impegno nella guerra dell’aria, il governo britannico crea la Royal Air Force, come corpo militare autonomo, e istituisce il ministero dell’Aria. Più del 58 per cento dei velivoli inglesi sono aerei da combattimento, mentre più della metà di quelli tedeschi e francesi sono ricognitori (Roberto Raja) Mercoledì 3 aprile 1918

Gli americani non combatteranno da soli

• Beauvais (Francia) – Nuovo vertice di politici e alti comandi alleati alle porte di Parigi. Primo obiettivo: allargare i poteri del maresciallo Foch. I forti malumori britannici gli impediscono di diventare formalmente comandante in capo degli eserciti alleati. Lo diventa di fatto con l’incarico della direzione strategica delle operazioni militari. È lui il generalissimo. • A Beauvais il generale americano Pershing acconsente che le truppe americane si uniscano in piccole formazioni alle unità inglesi e francesi, in attesa della costituzione di armate proprie. È il risultato dell’appello rivolto al presidente Wilson sia dal premier britannico Lloyd George sia dal primo ministro francese Clemenceau nel momento più drammatico dell’offensiva tedesca sulla Somme (Roberto Raja) Venerdì 5 aprile 1918

Ludendorff sospende l’Operazione Michael

• Fronte occidentale – Il generale Ludendorff sospende l’Operazione Michael. La resistenza dei britannici è superiore alle forze tedesche, i francesi sono riusciti persino ad avanzare nel settore di Castel-Cantigny. • Perdite tedesche nell’Operazione Michael: 31.000 morti, 20.000 dispersi, 190.000 feriti. Perdite alleate: 160.000 uomini tra morti e feriti, 90.000 presi prigionieri. Nel complesso, circa 250.000 perdite per parte, ma «più di novanta divisioni tedesche erano esauste e demoralizzate», e «mentre le perdite alleate comprendevano uomini di tutte le categorie, dalla fanteria combattente alle truppe responsabili delle linee di comunicazione, le perdite tedesche riguardavano solo insostituibili truppe scelte» [H] (Roberto Raja) Martedì 9 aprile 1918

Il piano B di Ludendorff: battaglia del Lys

• Fronte occidentale – Dopo che si è esaurita senza uno sfondamento decisivo l’Operazione Michael, Ludendorff dà il via al piano subordinato, nel nord delle Fiandre. È la cosiddetta operazione Georgette, o battaglia del fiume Lys, o quarta battaglia di Ypres, con l’obiettivo di arrivare alla costa della Manica alle spalle di Ypres. Dopo un bombardamento di quattro ore, 14 divisioni tedesche attaccano su un fronte di 16 chilometri. Gli inglesi devono ripiegare, i tedeschi catturano 6.000 uomini del corpo portoghese. • La Repubblica della Moldavia proclama la sua unione con la Romania (Roberto Raja) Mercoledì 10 aprile 1918

Congresso dei popoli soggetti all’impero austro-ungarico

Congresso a Roma dei popoli soggetti all’impero austro-ungarico: le delegazioni polacca, cecoslovacca, rumena, iugoslava e italiana concordano sul rispetto della nazionalità quale principio del futuro assetto europeo.

Le nazionalità oppresse fanno fronte comune

• Roma – Si chiude a Roma il Congresso delle nazionalità oppresse dall’Austria-Ungheria, cominciato l’8 aprile. Cechi, polacchi, serbi e jugoslavi annunciano la formazione di un fronte comune delle nazionalità oppresse, proclamano il diritto all’autodeterminazione dei popoli, denunciano la monarchia asburgica come un ostacolo al libero sviluppo delle nazioni e riconoscono il dovere di combattere contro il governo di Vienna. Il ministro degli Esteri italiano Sonnino non si associa a una dichiarazione di indipendenza a favore degli jugoslavi (Roberto Raja)

Gli inglesi si ritirano e abbandonano Messines

• Fronte occidentale – Battaglia del Lys. I tedeschi avanzano ancora. Gli inglesi devono abbandonare Messines, conquistata con un alto tributo di sangue il 7 giugno 1917. La ritirata procede nel caos (Roberto Raja) Giovedì 11 aprile 1918

Haig: «Spalle al muro, combattere fino alla fine»

• Fronte occidentale – Ordine del giorno straordinario, a fine giornata, del generale Haig: «Non abbiamo altra via d’uscita se non combattere fino alla fine. Ogni posizione deve essere tenuta fino all’ultimo uomo. Con le spalle al muro, ma convinto che la causa è giusta, ciascuno di noi deve combattere fino alla fine». La situazione per i britannici, in effetti, è drammatica: dal 21 marzo, data d’inizio della grande offensiva tedesca, hanno perduto 50.000 uomini alla settimana e Londra ormai sa, dall’intelligence, che Ludendorff punta a una sconfitta inglese per vincere la guerra. Ora più che mai servono massicci rinforzi francesi e americani (Roberto Raja) Sabato 13 aprile 1918

Via i comunisti da Helsinki

• Helsinki – Truppe tedesche, entrate in Finlandia il 3 aprile in aiuto dei Bianchi del barone Mannerheim, entrano nella capitale della ex provincia russa della Finlandia allontanandone i comunisti (Roberto Raja) Domenica 14 aprile 1918

Milano-Sanremo: finalmente Girardengo

• Costante Girardengo, campione d’Italia in carica, vince la Milano-Sanremo, ridotta ai minimi termini dalla guerra (solo 33 i partenti). Via alle 6.15 sotto una forte pioggia, Gaetano Belloni, vincitore dell’edizione 1917, spinge subito sui pedali, tanto che a Binasco, cioè dopo appena una dozzina di chilometri, in testa sono rimasti solo in otto, tra cui Girardengo e Ugo Agostoni (vincitore nel 1914), tra i pochi che riescono a rientrare spicca Ezio Corlaita (primo nel 1915). Nella circonvallazione di Tortona parte all’attacco Girardengo, cui resistono solo Belloni, Corlaita, Alfredo Sivocci ed il sorprendente dilettante Luigi Vertemati. Dopo un altro attacco a 200 km dall’arrivo, a Pozzolo Formigaro Girardengo ha un vantaggio di una trentina di secondi, a Novi, acclamato dai suoi concittadini, ha quasi un minuto, a Ovada, con Belloni attardato da una caduta e dal salto della catena, il distacco ha raggiunto 7’29”. Sul Turchino Belloni tenta la rimonta, ma in vetta ha ancora un ritardo di 6’04”, mentre Corlaita è a 18’. A Savona Girardengo e Belloni sono ancora separati da 7’, nel tratto che passa per Albenga ed Alassio i nove corridori ancora in gara sono bersaglio di una violenta mareggiata. A Sanremo Girardengo termina la fatica con un vantaggio di 13’ su Belloni, Agostini è terzo a 59’, Corlaita quarto a un’ora e 37’. [Delfino-De Marco-Pietrucci 2009] Lunedì 15 aprile 1918

Gli inglesi si ritirano, i tedeschi sono stremati

• Fronte occidentale – Battaglia del Lys. Gli inglesi abbandonano il crinale di Passchendaele, conquistato con un bagno di sangue all’inizio di novembre. Anche i tedeschi però cominciano a dare segni di cedimento: «Siamo totalmente esausti, ridotti al lumicino. Piovono da ogni parte lamentele per la sistemazione di uomini e cavalli in una terra totalmente devastata, e per le enormi perdite dovute alle bombe» (il principe Rupprecht di Baviera, comandante di un gruppo di armate). L’operazione Georgette ha esaurito la sua spinta iniziale (Roberto Raja) Giovedì 18 aprile 1918

Consorzi provinciali di approvvigionamento

Istituiti i consorzi provinciali di approvvigionamento (d.lgt. n. 495). Domenica 21 aprile 1918

Abbattuto l’aereo del Barone rosso

• Fronte occidentale – A causa della contraerea o forse per mano del capitano Roy Brown, canadese, l’asso dell’aviazione tedesca, il barone Manfred von Richthofen, è abbattuto sulla Somme. Il “Barone rosso” avrebbe compiuto 26 anni il 2 maggio. Solo 24 ore prima aveva abbattuto il suo ottantesimo aereo (Roberto Raja) Martedì 23 aprile 1918

Raid navale nella base dei sommergibili tedeschi

• Acque di Zeebrugge (Belgio) – Missione navale britannica per neutralizzare la base, vicino a Bruges, da cui i sommergibili tedeschi partono per attaccare le navi alleate nel Mare del Nord. Tre vecchi incrociatori, accompagnati da una forza navale d’appoggio, si fanno affondare all’imboccatura del canale che conduce ai moli coperti, protetti con uno strato di cemento che nessun bombardamento aereo ha potuto distruggere. Operazione riuscita, anche se in tre settimane i tedeschi, con una deviazione del canale, riusciranno a riprendere l’attività sottomarina. • Il Guatemala dichiara guerra alla Germania (Roberto Raja) Mercoledì 24 aprile 1918

La prima battaglia tra carri armati

• Fronte occidentale – Primo assalto tedesco con l’appoggio di carri armati (tredici): preso il villaggio di Villers-Bretonneux. Prima battaglia tra carri: un tank pesante inglese mette fuori combattimento un tank tedesco, gli altri si ritirano. Gli australiani riprendono Villers-Bretonneux e allontanano la nuova minaccia tedesca su Amiens (Roberto Raja) Domenica 28 aprile 1918

Muore in carcere Gavrilo Princip

• Theresienstadt (attuale Repubblica Ceca) – Gavrilo Princip, l’attentatore di Sarajevo, muore nell’infermeria della fortezza austriaca dov’era rinchiuso, condannato a vent’anni di carcere. Era malato di tubercolosi, in luglio avrebbe compiuto 24 anni (Roberto Raja) Lunedì 29 aprile 1918

Governatorato militare tedesco sull’Ucraina

• Il generale tedesco Wilhelm Groener stabilisce un governatorato militare su tutta l’Ucraina, chiamata a fornire il raccolto del 1918 a beneficio dello sforzo bellico della Germania (Roberto Raja)

Ludendorff chiude l’operazione Georgette

• Fronte occidentale – Termina la battaglia del Lys. Dopo un ultimo attacco con tredici divisioni su un fronte di circa 15 chilometri e una breve avanzata poi bloccata dalla resistenza alleata, nella notte Ludendorff blocca l’operazione Georgette che doveva portare i tedeschi sulla costa (Roberto Raja) Martedì 30 aprile 1918

Cento mercantili affondati dai tedeschi in un mese

• Nonostante l’impresa britannica a Zeebrugge, nel mese di aprile i sottomarini tedeschi hanno affondato più di cento mercantili, provocando 488 vittime (Roberto Raja) Mercoledì 1 maggio 1918

Gli americani «combattono sotto la propria bandiera»

• Abbeville (Francia) – Consiglio supremo di guerra interalleato. Clemenceau, Lloyd George e Foch tentano di convincere il generale Pershing a schierare subito al fronte le truppe americane già arrivate in Francia. Il comandante del corpo di spedizione statunitense è irremovibile: l’esercito statunitense non è pronto, e «il morale dei soldati dipende dal fatto che combattono sotto la propria bandiera». • Sebastopoli – Truppe tedesche occupano il porto e l’arsenale di Sebastopoli, sul Mar Nero. Ora hanno pieno accesso alla Georgia e alla linea ferroviaria che attraverso il Caucaso porta a Baku (Roberto Raja) Giovedì 2 maggio 1918

Concessioni di Pershing agli Alleati

• Abbeville (Francia) – Consiglio supremo di guerra interalleato. Pershing cede di poco alle pressioni degli Alleati, che temono di perdere la guerra senza l’aiuto degli Stati Uniti. Mette a disposizione un terzo circa dei 650.000 soldati americani che saranno in Europa entro la fine di maggio (Roberto Raja) Martedì 7 maggio 1918

In Finlandia vincono i Bianchi

• Helsinki – Finisce la guerra civile finlandese. Dopo che il capo dei nazionalisti, il barone Mannerheim, è entrato a Helsinki alla testa di 16.000 uomini, i Bianchi con l’aiuto dei tedeschi sconfiggono anche l’ultima sacca di resistenza dei Rossi sostenuti dai bolscevichi, nel sud del paese. La Finlandia resta sotto una forte influenza della Germania (Roberto Raja)

Pace tra Romania e imperi centrali

• Bucarest – Trattato di pace tra imperi centrali e Romania. La Germania si assicura il controllo militare della foce del Danubio, un contratto di 99 anni per lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi romeni, la fornitura di beni alimentari a prezzi bloccati (Roberto Raja) Lunedì 13 maggio 1918

Diaz ha risollevato l’esercito italiano

• L’esercito italiano si sta pienamente ricostituendo dopo la rotta di Caporetto. L’industria ha ricostruito in pochi mesi l’intero materiale d’artiglieria perduto nell’ottobre-novembre, ripristinati anche servizi ed equipaggiamenti. Con Diaz e Badoglio al comando supremo sono migliorate le condizioni di vita in trincea: «Turni più brevi in prima linea, contenimento delle perdite nei periodi tranquilli, distribuzione regolare di un rancio più curato, apprestamento di ricoveri adeguati. Alle unità che scendevano dal fronte furono assicurati un riposo effettivo, alloggiamenti confortevoli, possibilità di svago con lo sviluppo delle Case del soldato, spacci cooperativi e l’organizzazione di spettacoli e manifestazioni sportive» [B] (Roberto Raja)

Gli italiani riprendono il Corno di Vallarsa

• Fronte italiano – Truppe italiane riconquistano il Monte Corno di Vallarsa, dove furono catturati Cesare Battisti e Fabio Filzi (Roberto Raja) Martedì 14 maggio 1918

La Lituania sotto il controllo tedesco

• Berlino – Germania e Lituania firmano un trattato d’alleanza. Di fatto, la Lituania passa sotto il controllo tedesco (Roberto Raja) Sabato 18 maggio 1918

La Raf bombarda Colonia

• Colonia – Prima azione di rappresaglia aerea britannica: 33 aerei della Raf britannica bombardano la città tedesca di Colonia. Uccisi 110 civili, danneggiati numerosi edifici (Roberto Raja) Domenica 19 maggio 1918

Nasce Gian Carlo Matteotti

• A Roma Velia partorisce il primogenito Gian Carlo. Matteotti è in Sicilia e non può muoversi. [Romanato 2011] Giovedì 23 maggio 1918

Missione britannica nella Russia del nord

• Londra – Il Consiglio di guerra britannico decide di inviare una missione militare nella Russia del nord (560 uomini nel porto di Arcangelo, 600 in quello di Murmansk) per presidiare i depositi di materiale bellico che la Gran Bretagna aveva inviato all’esercito russo e che i bolscevichi si rifiutano di pagare, non riconoscendo i debiti contratti dal governo zarista e dal governo provvisorio (Roberto Raja) Sabato 25 maggio 1918

Offensiva italiana sull’Adamello

• Fronte italiano – Offensiva italiana sul massiccio dell’Adamello, per rafforzare le posizioni intorno al passo del Tonale e Paradiso. Gli Arditi conquistano la cresta dei Monticelli, con il Presena, tranne la cima più orientale. • Guerra durissima, già dal luglio 1915, in questo settore del fronte, e affrontata in condizioni spesso estreme: cannoni issati sulle cime anche a forza di braccia, trincee e cunicoli scavati nelle creste delle montagne o nel ghiaccio, temperature che in inverno oscillano intorno ai 30 gradi sotto zero (Roberto Raja) Domenica 26 maggio 1918

La legione ceca padrona della Transiberiana

• Russia – In attesa di lasciare la Russia per continuare a combattere sul fronte occidentale, la legione cecoslovacca (vedi 21 marzo 1918) ha preso il controllo di alcune città lungo il percorso della Transiberiana. Un forte contingente è già arrivato con il treno nell’estremo lembo orientale della Siberia: dopo un combattimento con le truppe bolsceviche, intenzionate a disarmare la legione (obbedendo all’ordine di Trotsky del 23 maggio), i cechi conquistano Cheljabinsk. • Georgia, Azerbaijan e Armenia dichiarano la propria indipendenza dalla Russia (Roberto Raja) Lunedì 27 maggio 1918

Rapida avanzata tedesca sull’Aisne

• Fronte occidentale – Terza battaglia dell’Aisne: quand’è ancora piena notte 4.000 cannoni tedeschi fanno fuoco su un fronte di 40 chilometri. All’alba si muovono le truppe d’assalto. A fine giornata nel settore francese dello Chemin-des-Dames i tedeschi hanno raggiunto e superato in alcuni punti il fiume Aisne, sono penetrati nelle linee nemiche per venti chilometri, hanno aperto un varco tra il settore francese e quello inglese. Quattro divisioni alleate annientate, altre quattro seriamente compromesse (Roberto Raja) Martedì 28 maggio 1918

Un cuneo tedesco nelle linee alleate

• Fronte occidentale – Terza battaglia dell’Aisne. I tedeschi avanzano ancora. A fine giornata il varco nelle linee alleate è largo 60 chilometri e profondo quasi 25. • Sulla Somme entra per la prima volta in azione un’intera brigata americana, quasi 4.000 uomini che prendono il villaggio di Cantigny facendo un centinaio di prigionieri. Lo terranno respingendo sette contrattacchi tedeschi fino a quando, sfiniti, saranno sostituiti (Roberto Raja) Sabato 1 giugno 1918

I tedeschi a 60 chilometri da Parigi

• Fronte occidentale – Terza battaglia dell’Aisne. I tedeschi, che hanno già fatto oltre 50.000 prigionieri francesi, hanno preso Soissons e sono arrivati alla Marna. Si trovano a 60 chilometri da Parigi. Decine di migliaia di parigini lasciano la capitale. Il governo francese pensa di trasferirsi a sud (Roberto Raja) Lunedì 3 giugno 1918

Conferenza interalleata

Conferenza interalleata a Versailles: Sonnino si oppone a una dichiarazione a favore dell’indipendenza di Cecoslovacchia e Iugoslavia sostenuta dai governi francese, inglese e statunitense.

Sull’Aisne combattono anche gli americani

• Fronte occidentale – Terza battaglia dell’Aisne. Testa di ponte tedesca sulla riva sinistra della Marna. Difendono la cittadina di Château-Thierry due divisioni americane. Marines americani anche più a est, sulla strada per Reims. Gli ultimi arrivati tengono le posizioni, riuscendo anche a far arretrare i tedeschi in alcuni punti (Roberto Raja)

Appoggio alleato a cechi, polacchi e jugoslavi

• I governi di Gran Bretagna, Francia e Italia dichiarano il loro appoggio alle aspirazioni nazionali di polacchi, cechi e jugoslavi (Roberto Raja)

I tedeschi rallentano, battaglia finita

• Anche in questo caso, nonostante i forti progressi iniziali, l’offensiva tedesca, fiaccata dalla resistenza alleata e ora in difficoltà per la distanza delle colonne di rifornimento dalla fanteria in avanzata e dall’artiglieria di supporto, si spegne. Continuano sulla Marna i combattimenti con gli americani (che perderanno in tre giorni più di mille uomini) ma la terza battaglia dell’Aisne si può dire conclusa (Roberto Raja) Mercoledì 5 giugno 1918

Tessera per la distribuzione di alimenti

Istituita una tessera per la distribuzione dei generi alimentari ai bambini (d.m.). Venerdì 7 giugno 1918

Esplode Polverificio vicino Milano

Scoppio di un polverificio a Castellazzo di Bollate (Milano): 35 morti e 100 feriti.

La legione ceca conquista Omsk

• Siberia – Truppe della legione cecoslovacca strappano all’Armata Rossa la città di Omsk (Roberto Raja) Domenica 9 giugno 1918

Attacco tedesco a nord dell’Aisne

• Fronte occidentale – Battaglia del Matz. Bombardamento tedesco di violenza inaudita (oltre 15.000 tonnellate di gas) nella zona del fiume Matz, affluente dell’Oise, poco più a nord dell’Aisne. Il fuoco dell’artiglieria tedesca è stato preceduto di dieci minuti da un bombardamento dei francesi, messi sull’avviso dal controspionaggio di un nuovo attacco tedesco. Offensiva limitata, anche se in un solo giorno la fanteria tedesca avanza per più di 8 chilometri facendo 8.000 prigionieri (Roberto Raja) Lunedì 10 giugno 1918

Il Mas di Rizzo silura una corazzata austriaca

• Mare Adriatico – Avvistata all’alba nei pressi dell’isola di Premuda ( attuale Croazia ) una formazione navale austriaca diretta verso il canale d’Otranto. Due motoscafi armati siluranti italiani (Mas) comandati da Luigi Rizzo e Giuseppe Aonzo penetrano tra le unità nemiche e attaccano: il bersaglio di Rizzo è la corazzata Santo Stefano , che viene colpita da entrambi i siluri del suo Mas; quello di Aonzo l’altra unità maggiore della formazione, la Tegetthoff , raggiunta da un siluro. Mentre i due Mas sfuggono alla caccia delle altre navi, la Santo Stefano , gravemente danneggiata, comincia a inclinarsi su un fianco e, dopo le sei del mattino, affonda. Le vittime sono 89, gran parte dei mille uomini dell’equipaggio riescono a slavarsi. La Tegetthoff , appena danneggiata, rientra alla base. • L’impresa di Rizzo e Aonzo, oltre a risollevare il morale delle forze armate italiane, è una ferita irreparabile per le ambizioni austriache sull’Adriatico. Le corazzate intercettate dai due Mas facevano infatti parte di una delle formazioni navali che il 10 giugno stavano muovendo verso il canale d’Otranto per forzare il blocco realizzato dalla Marina italiana con il sostegno della flotta alleata – uno sbarramento fisico lungo circa 60 chilometri fatto di reti e mine, anche in funzione antisommergibili – che precludeva alle navi austriache il Mediterraneo. Il blocco del canale d’Otranto era già stato attaccato più volte, senza esito: il 10 giugno l’offensiva prevedeva l’impiego di gran parte della flotta austriaca, che molto probabilmente cercava anche la battaglia con quella italiana. Le navi austriache, richiamate nelle loro basi, non entreranno più in mare aperto per tutto il resto della guerra. • Per questa azione Luigi Rizzo ottenne una seconda Medaglia d’oro al valor militare. La data del 10 giugno è stata assunta ufficialmente come giorno di festa della Marina (Roberto Raja) Mercoledì 12 giugno 1918

Tank francesi in azione, fine della battaglia del Matz

• Fronte occidentale – I francesi, con il sostegno di due divisioni americane, con un adeguato appoggio aereo e con la partecipazione alla battaglia di 163 carri armati, contrattaccano e risospingono i tedeschi sulla linea del 9 giugno. Ludendorff sospende anche questa offensiva. Si conclude la battaglia del Matz. • Tbilisi – Truppe tedesche occupano Tbilisi, capitale della Georgia (Roberto Raja) Giovedì 13 giugno 1918

Fermato un attacco austriaco sul Tonale

• Fronte italiano – Violento attacco austriaco al passo del Tonale, azione diversiva nei confronti della grande offensiva in preparazione. Le truppe delle tre divisioni impiegate non sfondano però in Valcamonica: conquistano due cime, poi vengono fermate (Roberto Raja) Venerdì 14 giugno 1918

Meglio vivere un giorno da leoni che cento anni da pecora

Poiché tutti, ma proprio tutti, da Repubblica al Fatto quotidiano a Libero ecc. ecc. stanno riportando la citazione di Trump: “Meglio vivere un giorno da leone che cento anni da pecora”, e poiché tutti, ma proprio tutti, dando sfoggio di beata ignoranza, stanno attribuendo la frase a Mussolini, bisognerà pur dire le cose come stanno. Quella frase è una delle più gloriose della prima guerra mondiale e venne scritta sul muro di una casa a Fagaré, il 14 giugno 1918, la sera prima dell’inizio della seconda battaglia del Piave, che decide le sorti della guerra in favore dell’Italia. Si tratta in realtà di un motto già esistente nella tradizione popolare, ma diventa notissimo dopo la suddetta battaglia, e viene riprodotta nel 1928 sul retro della moneta da venti lire. E’ il soldato Bernardo Vicario, in una lettera del 23 ottobre 1931 a spiegare come stanno le cose: “Tale leggenda è stata scritta da me la sera del giorno 14 giugno 1918, alle ore 19, cioè sei ore prima del grande bombardamento che provocò la scomparsa del mio battaglione di cui non restarono che pochi superstiti. Tale leggenda mi è stata dettata dal compianto Maggiore Rigoli Cav. Carlo ed io, come zappatore presso il comando del battaglione, eseguii tale ordine scrivendo come potei su quel rozzo muro all’entrata del paese ove aveva sede il I Battaglione del 201° Reggimento Fanteria” (Antonello Capurso, Fb, 28/2/2016) Sabato 15 giugno 1918

Montini pubblica un giornale studentesco, La Fionda

• Insieme all’amico Andrea Trebeschi, Battista Montini fonda una rivista che, in maniera irregolare, verrà pubblicata a Brescia fino al 1926. Lo stesso Montini dirà che il periodico «voleva esprimere la voce dello spirito nuovo ai fratelli della scuola. Sorreggeva quest’umile tentativo un grande desiderio di portare la parola cristiana nell’anima studentesca moderna, con sincerità audace ma insieme con serenità alta e gioiosa, di confortare con giovanile ardore la purezza insidiata dei giovani, di preparare con palestra elementare le coscienze degli studenti secondari ai futuri doveri religiosi e civili. Questa fu l’anima fiondista». [Giovanni Maria Vian, Enciclopedia dei Papi , www.treccani.it]  

Gli austriaci guadagnano posizioni e passano il Piave

• Il bombardamento austriaco iniziale è preceduto a sua volta, sull’altipiano di Asiago, dal fuoco dell’artiglieria italiana: tutte le unità sono state messe da giorni sull’avviso di un imminente attacco nemico. La fanteria austriaca riesce a riconquistare i tre monti (Valbella, Col del Rosso, Col d’Echele) persi il 28 gennaio, ma non prosegue oltre. Sul Grappa l’attacco austriaco ottiene sulle prime notevoli risultati, ma per difetto di riserve non sfrutta pienamente il successo. Gli italiani contrattaccano e riprendono alcune posizioni. Situazione più difficile sul Piave, dove circa 100.000 austriaci riescono a passare il fiume nonostante la piena. Ma anche qui la resistenza italiana si dimostra più forte del previsto (Roberto Raja)

Offensiva austriaca: battaglia del Solstizio

• Fronte italiano – Grande offensiva austriaca su un fronte di 130 chilometri, dall’altipiano di Asiago al mare: comincia la seconda battaglia del Piave, o battaglia del Solstizio. Gli austriaci puntano verso Treviso e Venezia in modo da far retrocedere la linea italiana sull’Adige, ma il piano dell’offensiva ha subìto diverse modifiche: il maresciallo Conrad, ex capo di stato maggiore, rimosso dall’imperatore Carlo all’inizio del 1917 e mandato a comandare l’area del Trentino, dell’altipiano di Asiago e del Grappa, voleva un’azione a cuneo condotta dal suo gruppo di armate partendo dalle montagne; il maresciallo Boroević, a capo del gruppo d’armate del Piave, puntava invece a un’offensiva dal Piave, con direttrice Treviso e Vicenza. Lo stato maggiore ha accontentato entrambi: è un’unica, ampia azione a tenaglia. Gli austriaci hanno a disposizione 58 divisioni, gli italiani 56 (comprese tre inglesi, due francesi e una cecoslovacca) (Roberto Raja) Lunedì 17 giugno 1918

Bombardati i ponti sul Piave, austriaci in difficoltà

• Fronte italiano – Battaglia del Solstizio. Violenti combattimenti sul Piave, e situazione difficile per gli italiani sul Montello: gli austriaci hanno occupato buona parte della posizione chiave più importante della pianura. La piena del fiume però ostacola l’offensiva austriaca: i ponti sono battuti dall’artiglieria e dall’aviazione (ci sono anche aerei inglesi accanto a quelli italiani), i rifornimenti faticano ad arrivare. Le truppe austriache, ammassate in uno spazio ristretto con il fiume alle spalle, si trovano in condizioni sempre peggiori, affamate e a corto di munizioni. La manovra a tenaglia degli austriaci è sostanzialmente fallita (Roberto Raja) Mercoledì 19 giugno 1918

Abbattuto l’aereo di Francesco Baracca

«Il 19 giugno 1918 Baracca e il suo cavallino sono abbattuti. Nessuno saprà mai come: forse un cecchino che lo colpisce alla tempia da terra...» [leggi l’articolo]

Abbattuto l’aereo di Francesco Baracca

• Alle pendici del Montello precipita l’aereo di Francesco Baracca, asso dell’aviazione italiana, colpito dal fuoco austriaco. Baracca era uscito al tramonto con altri due aerei della squadriglia per un’azione di mitragliamento a volo radente sul Montello. Il 15 giugno aveva abbattuto il suo trentaquattresimo apparecchio (Roberto Raja)

Contrattacco italiano, battaglia accanita

• Fronte italiano – Battaglia del Solstizio. Gli italiani contrattaccano: sugli altipiani gli austriaci perdono quello che hanno conquistato dopo il 15 giugno. Battaglia accanita intorno al Montello e sul Piave (Roberto Raja) Sabato 22 giugno 1918

Ad Asiago respinta offensiva austriaca

Offensiva austriaca da Asiago (Vicenza) alle foci del Piave, respinta dall’esercito italiano. Domenica 23 giugno 1918

Gli austriaci si ritirano oltre il Piave

• Fronte italiano – Si conclude la battaglia del Solstizio. Quasi tutti gli austriaci sono tornati oltre la riva sinistra del Piave: il 21 il comando supremo asburgico ha ordinato la ritirata, che è avvenuta con ordine. Le perdite: 11.600 morti, 81.000 feriti e 25.000 prigionieri tra gli austriaci; 8.000 morti, 29.000 feriti e 45.000 prigionieri tra gli italiani. L’offensiva che secondo i piani di Vienna avrebbe dovuto risolvere la guerra con l’Italia è fallita (Roberto Raja)

Nasce “La leggenda del Piave”

• La resistenza sul Piave dà origine alla più nota canzone della guerra italiana, La leggenda del Piave . E. A. Mario (pseudonimo di Giovanni Ermete Gaeta) la compose nell’estate del 1918 (Roberto Raja) Giovedì 27 giugno 1918

Il primo paracadute in un’azione di guerra

• Fronte occidentale – Primo impiego del paracadute in un’azione di guerra. Il pilota tedesco Helmut Steinbrecher, il cui aereo è colpito dagli inglesi sulla Somme, riesce a salvarsi lanciandosi con il paracadute. • Su tutti i fronti si è intensificata anche la guerra nei cieli: nel solo mese di giugno sono stati abbattuti 505 aerei alleati e 153 tedeschi (Roberto Raja) Sabato 29 giugno 1918

I cechi sconfiggono i bolscevichi a Vladivostok

• Vladivostok – Soldati della legione cecoslovacca arrivano al porto russo di Vladivostok, sul Pacifico e rovesciano il locale governo bolscevico. Il 6 luglio la città sarà dichiarata protettorato alleato (Roberto Raja) Domenica 30 giugno 1918

Cecoslovacchia indipendente, sì di Italia e Francia

• I governi di Italia e Francia riconoscono ufficialmente l’indipendenza della Cecoslovacchia (Roberto Raja)

La “spagnola” ha già ucciso mezzo milione di tedeschi

• Fronte occidentale – Primo massiccio manifestarsi al fronte della cosiddetta “spagnola”: la pandemia influenzale ha colpito già in questo mese di giugno mezzo milione di soldati tedeschi, la cui resistenza, a causa della scarsa alimentazione, è molto inferiore a quella delle truppe alleate. Le quali peraltro non ne sono immuni: alla fine della guerra tra gli americani avrà fatto più morti la “spagnola” del fuoco nemico (oltre 62.000 contro i 48.909 i caduti in azione) (Roberto Raja) Mercoledì 3 luglio 1918